lunedì 15 maggio 2017

Arma dei Carabinieri (*) 
Nucleo di Polizia Giudiziaria di [omissis]
VERBALE DI INTERCETTAZIONE DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI
(ex artt. 266,267 e 268 C.P.P.)
L'anno 2017, lunedì 15 maggio, in [omissis] presso la sala ascolto sita al 6o piano
della locale Procura della Repubblica, viene redatto il presente atto.
VERBALIZZANTE
M.O Osvaldo Spengler
FATTO

Nel corso dell'attività tecnica di monitoraggio svolta nell'ambito della procedura riservata n. 000/1, autorizzazione Bundesnachrichtendienst n. 1/1 [Operazione “STAHLPAKT” , N.d.V.] è stata intercettata in data 14/05/2017, ore 16,25 la seguente conversazione telefonica tra le utenze di Stato 0014151111,  in uso a DONALD DUCK, Presidente degli USA, e 0014159865, in uso a REX ROCKERDUCK, Segretario di Stato. [Traduzione italiana a cura del Verbalizzante]


DONALD DUCK: “E allora con questi…com’è che si chiamano?”
REX ROCKERDUCK: “Italiani, signor Presidente.”
DONALD DUCK: “Ecco, bravo. Con questi italiani che facciamo?”
REX ROCKERDUCK: “Come al solito c’è il problema del governo, signor Presidente. Non si sa quanto dura.”
DONALD DUCK: “Perché? Gli stiamo facendo un colpo di Stato?”
REX ROCKERDUCK: “Ma no, no, signor Presidente. Gli italiani sono fatti così, i governi durano poco.”
DONALD DUCK: “Insomma, chi è il capo, là? Il Commander in chief? Non c’era la Mafia?”
REX ROCKERDUCK: “Sì, ma non comanda più tanto. Sa, ci sono i calabresi, e poi le Triadi…”
DONALD DUCK: “Cinesi! Sempre i cinesi, maledizione! Mandiamogli un paio di portaerei, Rock. Facciamogli capire chi ha il bastone più grosso.”
REX ROCKERDUCK: “Le portaerei ce le abbiamo già, signor Presidente. Abbiamo anche un centinaio di basi militari, in Italia. La NATO, ricorda?”
DONALD DUCK [pausa]: “Ma allora dov’è il problema, Rock? Gli dici ‘Salta’ e loro saltano giù dal coso, il Colosseo.”
REX ROCKERDUCK: “Il problema è che governa il Partito Democratico, signor Presidente.”
DONALD DUCK: “Hillary?! Hillary governa l’Italia?!”
REX ROCKERDUCK: “Indirettamente sì, signor Presidente.”
DONALD DUCK: “Convoca i Joint Chief of Staff, Rock. Gli diamo una lezione, a Hillary. Una ventina di missili su Roma, tanto per cominciare.”
REX ROCKERDUCK: “Non è possibile, signor Presidente. L’Italia è un alleato.”
DONALD DUCK: “Be’?”
REX ROCKERDUCK: “E poi c’è il Papa.”
DONALD DUCK [pausa]: “Ah. E allora? Non ce l’hanno il Partito Repubblicano?”
REX ROCKERDUCK: “Ci hanno provato, ma non è andata tanto bene. Si ricorda Silvano Bernasconi?”
DONALD DUCK: “Come no! Silvano, il vecchio amico Silvano, un grande, grande uomo…come scordare le sue cene eleganti? [ride]”
REX ROCKERDUCK: “Ecco. Lui ci ha provato, a fondare il Grand Old Party, ma l’hanno rovinato con i processi…storie di donne, di minorenni…”
DONALD DUCK: “Comunisti! Invidia comunista!”
REX ROCKERDUCK: “Dice così anche Mr. Bernasconi, signor Presidente.”
DONALD DUCK: “E allora? Chi c’è in questo posto? Perché non ci va il Papa, al governo?”
REX ROCKERDUCK: “Meglio di no. Questo papa ce l’hanno messo i democratici, signor Presidente.”
DONALD DUCK: “Quella strega mi farà morire! Insomma, in Italia comanda Hillary e basta. E’ così?”
REX ROCKERDUCK: “Sì e no, signor Presidente. Hillary crede di comandare, ma in realtà in Italia non comanda nessuno.”
DONALD DUCK: “Sul serio?”
REX ROCKERDUCK: “Sul serio. Dicono che è impossibile, comandare gli italiani.”
DONALD DUCK: “Però, interessante. [pausa] Allora in Italia il punto è: chi fa finta di comandare. Giusto?”
REX ROCKERDUCK [pausa]: “Non ci avevo pensato, signor Presidente. Sì, forse è così.”
DONALD DUCK: “Perché qualcuno che fa finta di comandare ci vuole, per forza. Sennò il popolo si accorge che non comanda nessuno, si spaventa, si mette idee strane in testa…magari di comandare lui…”
REX ROCKERDUCK: “…non esageriamo, signor Presidente…”
DONALD DUCK: “…faccio per dire. Ma comunque si sente solo, abbandonato…il popolo è come un bambino, Rock. Se gli italiani vedono che nessuno li comanda, si spaventano, smettono di fare il coso, il Rinascimento…l’opera…la pizza…le cene eleganti…ci vuole uno che fa finta, Rock. Ce l’abbiamo uno che fa finta di comandare questi poveri italiani?”
REX ROCKERDUCK [pausa]: “Adesso che mi ci fa pensare, signor Presidente, uno forse ci sarebbe.”
DONALD DUCK: “Bene. E chi è?”
REX ROCKERDUCK: “Mah, uno standup comedian, un comico…ha tanti milioni di voti…Grilletto, Beppe Grilletto.”
DONALD DUCK: “Standup comedian, fantastico! Ecco cosa ci vuole! Un professionista! Vai con questo qua, Rock.”

Letto, confermato e sottoscritto

L’UFFICIALE DI P.G.
M.Osvaldo Spengler

(*) "Trattasi" -   tanto per non cambiare stile,  quello  della  Benemerita...  -   di ricostruzioni che sono  frutto della mia  fantasia di  autore e commediografo.  Qualsiasi riferimento  a fatti o persone  reali  deve ritenersi puramente casuale. (Roberto Buffagni)

Chi è il  Maresciallo Osvaldo Spengler?  Nato a Guardiagrele (CH) il 29 maggio 1948 da famiglia di antiche origini sassoni (carbonai di Blankenburg am Harz emigrati nelle foreste abruzzesi per sfuggire agli orrori della Guerra dei Trent’anni), manifestò sin dall’infanzia intelletto vivace e carattere riservato, forse un po’ rigido, chiuso, pessimista. Il padre, impiegato postale, lo avviò agli studi ginnasiali, nella speranza che Osvaldo conseguisse, primo della sua famiglia, la laurea di dottore in legge. Ma pur frequentando con profitto il Liceo Classico di Chieti “Asinio Pollione”, al conseguimento della maturità con il voto di 60/60, Osvaldo si rifiutò recisamente di proseguire gli studi, e si arruolò invece, con delusione e sgomento della famiglia, nell’Arma dei Carabinieri. Unica ragione da lui addotta: “Non mi piace far chiacchiere .” (Com’è noto, il carabiniere è “uso a obbedir tacendo”). Mise a frutto le sue doti di acuto osservatore dell’uomo in alcune indagini rimaste celebri (una per tutte: l’arresto dell’inafferrabile Pino Lenticchi, “il Bel Mitraglia”). Coinvolto nelle indagini su “Tangentopoli”, perseguì con cocciutaggine una linea d’indagine personalissima ed eterodossa che lo mise in contrasto con i magistrati inquirenti. Invitato a chiedere il trasferimento ad altra mansione, sorprese i superiori proponendosi per la sala ascolto della Procura di ***. Richiesto del perché, rispose testualmente: “Almeno qui le chiacchiere le fanno gli altri.”
***
 Roberto Buffagni è un autore teatrale. Il suo ultimo lavoro, attualmente in tournée, è Sorelle d’Italia – Avanspettacolo fondamentalista, musiche di Alessandro Nidi, regia di Cristina Pezzoli, con Veronica Pivetti e Isa Danieli. Come si vede anche dal titolo di questo spettacolo, ha un po’ la fissa del Risorgimento, dell’Italia… insomma, dell’oggettistica vintage...