domenica 4 dicembre 2016


L' Italia al voto referendario
E se vincesse il Sì?
 di Carlo Pompei





Le ragioni del Sì sono meno manifeste di quelle del NO. 
Ciò potrà portare ad un risultato temuto da molti, i quali votano pochi rappresentanti, i quali  – a loro volta – si sono poco o nulla affaccendati (o "affeccendati", perdonate il neologismo) a strutturare una alternativa politica credibile, più preoccupati di riuscire a disarcionare Renzi che a trovare una "governabilità alchemica" che VADA OLTRE – è il caso di usare questa espressione, a buon intenditor… – le facili, ma sterili, promesse elettorali iperabusate.
Insomma, finalmente, lo stucchevole "lui è peggio di me", sembra stia per segnare il passo per manifesto anacronismo populista, in favore di "io sono meglio di lui e lo dimostro". Era ora.

Ed è quì il punto.
Come si accennava in principio, occorre mettere in conto, nel computo dei voti totali, che – questa volta e una volta di più – le proiezioni saranno diverse dai risultati per quel tanto che basterà.
Anche se gli ultimi dati confermano una ripresa del fronte del Sì, sarà comunque un testa a testa con finale a sorpresa.

Analizziamo, ma ipotizzando (sono dati di fantasia, stime per difetto):


  • Astenuti fisiologici: 30% sul totale  degli aventi diritto di voto
  • Delusi ed ex populisti: 20% sul totale degli aventi diritto di vito

Senza quorum, e con un 50% affidato al destino cinico e baro, l'ago della bilancia diventerà una daga alla gola per chi non ha preparato bene il campo di battaglia.

Vediamo (sempre dati ipotetici) il campione relativo per categoria elettorale:


  • Bugiardi "Sì": 90%
  • Bugiardi "NO": 0%
  • Terza età: 90% per il "Sì"
  • Mezza età: 50%
  • Giovani: 60% per il "NO"

Essendo l'Italia un Paese "vecchio", questa stima sembra essere sbilanciata verso il Sì, soprattutto perché i bugiardi di quella fazione – ovvero, quelli che dichiarano di votare NO, ma nel buio dell'urna faranno il contrario o annulleranno la scheda – costituiranno la differenza, quell'ago di bilancia cui si faceva riferimento.

Insomma, se vincerà il Sì, si tirerà a campare; se vincerà il NO, partirà il "rubabandiera" della politica, tra parvenu, populismi e proposte più o meno serie, ovviamente non supportate – più per capriccio che per lungimiranza – da un establishment sconfitto alla maniera Trump, ma con possibilità economiche notevolmente inferiori, se non inesistenti.
Soltanto uno sciocco populista può pensare di far politica senza pecunia, la quale "non olet", ma ha sempre colore. 

Comunque vada, il grande sogno proibito di Berlusconi (e di un'Italia che poteva funzionare) vola via come un palloncino che sfugge dalle mani di una bambina nata zoppa ed invecchiata male: la Democrazia.

Carlo Pompei



Carlo Pompei Falcone,  classe 1966, “Romano de Roma”. Appena nato, non sapendo ancora né leggere, né scrivere, cominciò improvvisamente a disegnare. Oggi, si divide tra grafica, impaginazione, scrittura, illustrazione, informatica, insegnamento ed… ebanisteria “entry level”.

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