venerdì 15 luglio 2016

Terrore a Nizza
Disgusto e stanchezza




"Siamo sotto choc. Era una serata di festa, bellissima. Siamo vive per miracolo perché la casa della mia amica è a poche centinaia di metri da dove si è sparato e la nostra corsa tra la folle è durata poco, ci siamo buttate in casa e ora siamo qui. Sotto la nostra finestra c'è un posto di blocco. Non possiamo uscire di casa. Ci hanno detto di restare dentro".



Così uno dei superstiti. Ieri sera una nuova azione terroristica  ha sconvolto su Nizza.  Per la precisione la suggestiva e simbolica Promenade des Anglais.  Quanti ricordi. E il giorno del 14 Luglio. Un pezzo di storia europea  e mondiale. E che pezzo. C'era una volta la Grand Nation  che grazie al genio di Napoleone  trasformò l'Europa, inaugurando, anche con le armi,  il secolo liberale. Oggi la Francia  ha come  guida  Hollande,  un socialista  gretto e tremebondo.
Gli amici  lettori   non si aspettino però, da parte da nostra, l’ennesimo appello alla guerra. Francamente siamo disgustati e stanchi di parlare al vento.  Molli  politici,  già questa notte,  hanno rilasciato dichiarazioni  di circostanza, a partire proprio da Hollande. E i  mass media  oggi   puntano  su titoli di routine, che “registrano"  il   “nuovo attacco alla Francia”. Insomma, si va verso la normalizzazione, o meglio la banalizzazione  del male.  Si può essere vittime di una rapina, come si può morire  "di"  attentato jihadista. Cose che capitano.  Tutto qui…
Ecco un primo problema. Non si è capito, o meglio non si vuole comprendere  che  gli  attacchi  non sono contro la  Francia  ma contro  Europa e l’Occidente.  È in gioco la nostra sopravvivenza storica: il nemico jihadista ci odia a prescindere, odia il nostro sistema di vita e di valori.   E ci indica come nemici assoluti,  da sterminare. Altro che banalità del male: qui siamo al  mors tua vita mea.  E in Europa invece si  spera  che l’incendio islamista si spenga da solo o con alcune secchiate d’acqua. Oppure se si preferisce, con qualche ben assestato colpo di Twitter...
Un secondo problema,  legato   al primo,  è quello dell’interpretazione del  rapporto  tra guerra all’Isis e terrorismo in Europa. Spesso  capita di leggere  che  più il nemico  arretra in Medio Oriente, più aumentano gli attentati terroristici in Europa.  Come per dire: "Signori  non  ci conviene vincere la guerra, perché il terrorismo è incontrollabile, quindi -  ecco il sottotesto pacifista - si potrebbe provare a trattare.  O comunque, sopportare gli attentati terroristici fino a quando il nemico non si stancherà…"
Ed è, crediamo, la strategia delle secchiate d'acqua, ora prevalente. Purtroppo. E che fa il paio, con quel processo mediatico e politico di  banalizzazione del male cui abbiamo accennato.  Del resto l’Occidente è  diviso: gli Stati Uniti si stanno ripiegando su se stessi, l’Europa va in pezzi. La  classe politica, sulle due sponde dell’Atlantico,  non vuol sentir parlare di guerra. E le persone comuni  non chiedono di meglio, tanto, ognuno pensa, non toccherà a me.  
Prepariamoci al peggio.   

Carlo Gambescia                  



4 commenti:

  1. Hai colto perfettamente il problema. L'Occidente (entità sempre più geografica) è sfiancato dal liberismo, dal relativismo etico, dalla protestantizzazione della Chiesa di Roma. I grandi statisti come Renzi e Gentiloni, i maestri di pensiero come Severgnini e Vasco Rossi, pompano ettolitri d'acqua. Secondo i nuovi profeti, l'Europa-Mondo ha preso il posto della Cristianità-Europa secondo Novalis, quindi si è emancipata dalle guerre e dai conflitti locali, non è più tempo di mobilitazioni di massa, tutto deve avvenire ai piani alti, dove l'èlite decide e pianifica la pace. Se poi periodicamente muoriranno donne uomini e bambini per attentati terroristici, è giusto lo sdegno, il raccapriccio, ma poi che tutto torni alla normalità. Insomma, seppur costretti a contare i morti, dobbiamo considerare che per difendere i nostri valori ( quelli di Juncker e Renzi?) dobbiamo consegnare al moloch vittime sacrificali, inutile lamentarsi. La guerra è ormai obsoleta e pure cafona, quindi Parigi val pure una messa... funebre.

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  2. Grazie Angelo del contributo. Un abbraccio!

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