lunedì 5 gennaio 2015

“Vent’anni di solitudine”, un editoriale  di Michele Ainis che di bello ha solo il titolo
 Del buon uso della storia



A  voler essere duri si potrebbe parlare di disonestà intellettuale. O forse no… Probabilmente si tratta solo di deformazione professionale… Certo,  quando si scrive un  editoriale non si può ricominciare ogni volta da Adamo ed Eva.  Già il buon Panebianco, spesso esagera.  Però non  è del politologo liberale che desideriamo parlare (il quale, tra l’altro,  la storia la conosce, e molto bene), ma di Michele Ainis, costituzionalista  e firma del “Corriere della Sera”, che ieri se ne è uscito così :

«Rovesciare lo sguardo sul passato è come sporgersi da un pozzo: ti fa venire le vertigini. E t’impaurisce, perché il passato è un fondo d’acque limacciose. Sarà per questo che guardiamo sempre al dopo, come se ogni giorno la vita stia per cominciare. È un errore: il futuro dipende dal passato. Vale per gli individui, vale per la società nel suo complesso. E vale per l’Italia, da tempo immersa in una stagione di «eccezionalità costituzionale». L’ha definita così Napolitano, auspicando il restauro della norma, della regola. Quale normalità? E dov’è stata, fin qui, l’eccezione? A girarsi indietro sui vent’anni della seconda Repubblica, due fenomeni si stagliano sopra tutti gli altri: la verticalizzazione del potere; la sua concentrazione personale. Entrano in crisi gli organismi collegiali, dal Parlamento che la Costituzione situa a fulcro del sistema, ma che ormai appare come una folla d’anime perdute; ai Consigli regionali, le cui imprese allietano la cronaca giudiziaria, non più quella politica. Lo stesso Consiglio dei ministri - che ai tempi della prima Repubblica costituiva il crocevia nel quale s’intessevano gli accordi fra i partiti di governo - viene offuscato e sormontato dal faccione del leader, del Gran Capo di turno».


L’editoriale, dal titolo immaginoso (“Vent’anni di solitudine”), pur omaggiando lo studio del passato, poi prosegue secondo le linee della solita frittata di melanzane e cipolle formalistiche, concentrandosi sul nominalismo (“Re Giorgio”, invece di Presidente Napolitano, “Premier” invece di Presidente del Consiglio”, che orrore, eccetera). Come se le parole fossero le cose… O la forma, la sostanza… 
Allora dov’è la ciccia?  Nel buon uso della storia.  Di lungo periodo, però...  Infatti,  il personalismo in politica, non  è un prodotto della Seconda Repubblica. Si potrebbe risalire ai papiri con le liste dei  faraoni egiziani. La stessa storia politica dell’Italia è piena zeppa  di personalità carismatiche, o tendenzialmente tali,  che hanno dato il nome a lunghe stagioni politiche: Cavour,  Crispi,  Giolitti, Mussolini, De Gasperi, Moro e Fanfani, Craxi, Berlusconi. Uomini “speciali”,  presenti anche a sinistra: Bissolati, Matteotti, Turati, Gramsci, Togliatti, Berlinguer. In qualche misura, e tra le altre cose, la crisi della sinistra italiana, iniziò in sordina dalla morte di Togliatti, per prendere l’abbrivio dopo la scomparsa di Berlinguer.  Ma il punto non è questo.
Come insegna la scienza politica, gli uomini tra l’essere  governati  dalle leggi o da altri uomini, spesso, se non di regola, preferiscono il governo di un uomo, al quale, per proiezione psichica, essi amano attribuire qualità straordinarie. Si tratta di una costante metapolitica che trasversalmente segna  la storia e i regimi politici. Altro che Seconda Repubblica… Insomma,  il fattore analitico  decisivo,  prima che costituzionale ( formale ) è storico e sociologico (di sostanza). 
Certo, il costituzionalismo moderno, ha tentato - anche giustamente -  di limitare il fenomeno del personalismo politico e della "verticalizzazione" del potere, conseguendo però  risultanti alterni. Perché, alla fin fine, è come cercare di invertire il corso dei fiumi, per farli risalire dal basso verso l’alto…  E a questa scuola appartiene il professor Ainis…
Perciò inclineremmo per  la tesi della deformazione professionale, ovviamente, con qualche spruzzo di cordiale antipatia verso Renzi…


Carlo Gambescia                   

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