martedì 5 novembre 2013


Anna Maria Cancellieri e il governo delle leggi




Giovanni Giolitti scrisse che in politica le leggi si applicano  ai nemici e si  interpretano per gli amici.  Il che non collimava (e collima)  con il principio liberale  della prevalenza del  governo delle leggi sul governo degli uomini.      
Che dire? Si sbagliava o barava  Giolitti,  grande  statista liberale,  che pure  favorì  un periodo di  crescita  civile ed economica?  O  giocano sporco,  tuttora,  quei  seguaci ufficiali  dello stato diritto -  si pensi a certi amici e nemici di Berlusconi - pronti, pur di vincere, a interpretare o applicare  le  leggi ad o contra personam.  
Ultimo esempio al riguardo è  la tempesta, squisitamente politica,  che  rischia di provocare le  dimissioni  del  Ministro  della Giustizia. 
A destra  si difende la Cancellieri,  arrivando addirittura a enumerarne, come fa  oggi “il Foglio”, le  "telefonate umanitarie"  per salvare non solo vita della figlia di amici  ma  di molti  detenuti comuni.  A sinistra, la si attacca,  intonando a squarciagola   i ritornelli della legge uguale per  tutti e dell’ autonomia del potere giudiziario,  salvo poi tacere  sui guai di Vendola e sull’inquietante  vicenda  Montepaschi.
Il punto è che il governo delle leggi, bellissimo in linea di  principio,  resta difficile  - per alcuni impossibile - da realizzare, come ben sapeva  uno statista  liberale, ma  realista, come Giolitti.  
Detto altrimenti: l’essere umano, con tutto quel che implica (nel  bene e nel male),  non è un 'isola… Ciò significa, tra le altre cose,  che il destino di Anna Maria Cancellieri  resta  legato ai  rapporti di forza  interni  al Pd, partito diviso,  come del resto il Pdl,  in due “isole”:  filogovernativi  e  crisaioli.  E dove in segreto  si ragiona sulla base non di valutazioni  giuridiche ma  di convenienze  politiche,  salvo poi  evocare in pubblico i grandi valori. Quel che conta è conservare o conquistare  il potere.
È  male? È  bene?  Né l'uno né l'altro, sono le leggi della politica.

Carlo Gambescia

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