mercoledì 19 settembre 2012

Passera e Marchionne
La posta in gioco


Passera  ha battuto il classico colpo. Ora sappiamo che c'è.  E cosa ha  detto? Che la Fiat deve rendere conto al Governo? E Marchionne ha risposto http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/daassociare/2012/09/18/Marchionne-mercato-Italia-picco-mai-detto-voler-andare-via_7490780.html  ). Ma non  per le rime... Perché avrebbe dovuto chiedere  al Ministro per lo Sviluppo Economico di tirare fuori il piano di politica industriale…  La famigerata isola che  non c'è... 
In realtà, la mission che si nasconde dietro il tira e molla di Marchionne è stanare  governo e parti sociali  su una questione di vita o di morte per la  Fiat:  scoprire se la multinazionale  potrà contare  non tanto su aiuti  diretti  quanto su aiuti indiretti.   Infatti,  Marchionne  nella sua replica  fa riferimento  al  difficile (per l'investitore)  contesto  italiano. E qui per capire occorre fare un passo indietro.   
Negli Stati Uniti, come ha notato  Mucchetti sul Corriere, la Chrysler si è risollevata «con i soldi del governo Usa che, oltre ai prestiti, si è accollato circa 2 miliardi di dollari di perdite nella liquidazione della vecchia Chrysler» (http://www.corriere.it/economia/12_settembre_16/futuro-sostenibile-auto-fiat_6cb4b4a2-ffc7-11e1-8b0a-fcb4af5c52c7.shtml   ). Quindi aiuti diretti o quasi...  Il che è vero, ma è solo una parte della storia. Dal momento che Marchionne è un buon manager, i sindacati americani sono più pragmatici   e, cosa importantissima, negli Stati Uniti la magistratura non si sostituisce al sindacato né decide quel che un’impresa debba produrre o meno. Con questo non vogliamo dire che Marchionne sia un santo, che i sindacati  debbano essere aconflittuali, e la magistratura prona ai potenti.  Diciamo solo che un sindacato e una magistratura   poco sincronici   forniscono un alibi alle imprese multinazionali (come la Fiat) a non   investire in Italia.        
Pertanto, al di là del tira e molla di Marchionne,  governo e  parti sociali dovrebbero discutere non tanto di massimi sistemi,  bensì del  contesto:  di come ricostruire, ovviamente per gradi ma con  fermezza,   un quadro di certezze politiche, giuridiche e giudiziali in cui le imprese (tutte le imprese) possano operare. Un "contesto"    di tipo americano? Di tipo tedesco? Non ci pronunciamo. L'importante  è che non sia di tipo italiano.
Ecco la vera posta in gioco. Tutto il resto è fumo.


 Carlo Gambescia 

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